vi giro questo articolo di Non Leggere Questo Blog!, da leggere assolutamente!
Come dice una mia cara amica, “Scherzando si può dire di tutto, anche la verità (S.Freud)”
Eccola qui l’Apertura odierna del Tg1, il Pubblico disServizio Geneticamente Minzolato e da noi profumatamente, culturalmente e finanziariamente Pagato. Il fragile polso di Benedetto XVI (auguriamo al Papa di guarire in fretta) monopolizza l’attenzione dell’Italioto Vacanziero, e diventa immediatamente soggetto trash di fantastiche freddure trash (“Il Papa si è fratturato un polso. Sembra sia diventato anche cieco“, Spinoza.it). Okey, lo sappiamo: dopo l’imperdonabile affronto papale del Temerario Vaticanista del Tg3 la Rai deve recuperare la divin’fiducia. E chi meglio del Direttore Baby-Bua Minzolini per genuflettersi alla Santa Sede?
Tutto bene, tutto perfetto … se non fosse per una semi-trascurabilissima dimenticanza. Oggi Repubblica se ne è uscita con una notizia potenzialmente Detonante, 2 pagine Atomiche che raccontano la riapertura delle indagini sulle Stragi di Mafia dei primi anni ’90, da Capaci a via d’Amelio:
inchieste riaperte.
Caccia a un Agente Segreto Sfregiato“ [La Repubblica - leggi anche: "Riaprono le Indagini", Corriere.it].
Poche parole che dovrebbero infiammare Telegiornali e Quotidiani, poche parole che dovrebbero far montare l’attenzione sul caso e creare dibattiti, approfondimenti, informazione di qualità e sensibilizzazione sociale. Vi rendete conto di che cosa stiamo parlando? Nuovi Testimoni, Nuovi Indizi: allora forse dietro alle Stragi di Mafia non c’era solo la Mafia. Allora forse i veri Mandanti dell’Infamia Corleonese sono ancora a Piede Libero. Allora forse potremmo capire, leggendo che ne so, il famoso Papello [L'Unità: "Ora c'è"], il ruolo che ha avuto lo Stato nella famosa trattativa con Cosa Nostra e quindi con la morte di Paolo Borsellino [il fratello Salvatore commenta la news]. Il Figlio di Ciancimino sembra stia cantando alla grande (leggete questa), ma non solo lui, e si prospettano per il Paese scenari apocalittico-giudiziari che potrebbero illuminare ombre nere come pece e far saltare molte teste, lassù.
Persino il Web sembra titubante, in rete della Riapertura Stragista non si parla (il Corriere ci prova, ma la notizia scivola giù veloce, silenzio invece per Unità, Giornale, Stampa, Sole, Libero. Persino Repubblica dopo poche ore ha fatto sparire la notizia dal sito, preferendo le ultime sulla trattativa Ibra-Eto’o). Che ne so, un accenno alle nuove inchieste, tra una rottura di Polso e le Vacanze dei Vip, tra la Fenice Mastella che risorge dalle fognature di Ceppaoloni ed i Nubifragi del Norditalia … ecco, un misero accennuccio quelli della Rai l’avrebbero potuto anche fare. Mi rendo conto di chiedere molto. Ma che dico, forse il Tg1 ha fatto bene, la salute prima di tutto: bevete molta acqua, godetevi i tuffi, rimanete all’ombra e non uscite in Pelliccia di Visone dalle 12.00 alle 16.00. E soprattutto tranquilli, non preoccupatevi di nulla.


Il verbo di casa, Mediaset, l’ha lasciato lì dov’è: nel monzese. Lontani i tempi delle dirette dal Bigo di Genova, live from the red zone.
Continua la favola bella del cinegiornale. Domani tutti buoni, eh?, gara a chi offre la cena, le promesse a smettere di fumare si sprecano. Ricorda tanto la fine dell’anno, il G8. Propositi e a gennaio si vede. E a rotazione gennaio torna, ad infiacchire le speranze. Il dispiegamento di “TgChigi” è imponente: Susanna Petruni è la fiduciaria del verbo arcoriano. Al proferir parola in sala stampa del premierissimo è lei che deve accogliere, inchinandosi, e raccogliere (è nota esperta di cut-up: a qualcosa le sarà pur valso). E la farfallina la lascia a casa, visto mai. Ecco: mancano Micheal Jackson, Alberto Soldi e il filtro-scintillio sulla telecamera..perfetto!
Infierisce imperterrito, il tg. “Divertente la rezione degli aquilani, gente tosta e dotata di senso dell’umorismo: accolgono Obama con lo striscione Yes we camp, che in tutto il mondo è già un tormentone.” Scaccia, l’autore del servizio, non s’è decisamente reso conto del fatto che i simpaticoni che reggono lo striscione non stanno fischiettando “Chiuahua”. Stanno esprimendo qualcosa di più, stanno dicendo che non ce la fanno. Stanno dicendo che sono stanchi di chiacchere e telecamere, che non reggono una vita cullata da tende roventi e promesse da bandiera. Sono incazzati neri, stremati all’agonia, e Scaccia lo sa. E si guarda bene dall’intervistarli. Il resto, Istituto luce.
Le domande non arrivano, B si sfazzoletta, sollevato, il volto. In conferenza si cimenta nell’arte che gli riesce meglio, su quella può contare: vendere. La finanza si ricostruisce una vagina, cercando la catarsi da Piazza Affari a Piazza D’Armi. E questo è: andare a trovare la nonna prima che muoia. Lo chiamano G8. Fellini ne avrebbe saputo trarre qualcosa di bello, l’atmosfera l’avrebbe ispirato. Ma quegli 8 non sono Fellini. Quest’anno c’era il pepe delle domande-hard, che oggi hanno latitato. Vedremo. Intanto la lettera di Riina o chicchessia di poco raccomandabile (comunque, pare, uno dei Corleonesi) a B. è stata