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Ingredienti per 4 persone:

1 Berlusconi tagliato a cubetti
1 Vespa alla frutta
47 M.a.p. costruite dalla Croce Rossa e Provincia Autonoma di Trento
400 gr di “Onore e Rispetto”
300 gr di “Ispettore Coliandro”
200 gr di “La Caduta”
2 cucchiai di Olio di oliva
100 ml di Aceto di vino
100 ml di Acqua
1 cucchiaio di Farina
500 ml di Passata di pomodori
150 gr di Zucchero
1 Lievito di Birra
Olio di semi
Sale, Pepe e Informazione qb

Preparazione:

Iniziamo preparando la salsa agrodolce: versate 500 ml di passata di pomodoro in un tegame, quindi aggiungete lo zucchero, l’aceto, l’acqua e il sale. Fate cuocere a fuoco dolce per 10 minuti, aggiungendo verso la fine la farina con un setaccio; mescolate per bene fino all’addensamento della salsa. Se dovessero formarsi dei grumi, passate il tutto attraverso un colino.

Preparate la pastella ponendo in una ciotola Vespa, “L’Ispettore Coliandro”, “La Caduta”, la farina, l’acqua, il sale e il lievito di birra; mescolate gli ingredienti con una frusta e poi lasciatelo riposare a temperatura ambiente per almeno 10 minuti. Eliminate dal Berlusconi le eventuali escort o i parlamentari in eccesso, quindi tagliatelo a cubetti di circa 2,5 cm di lato.

Immergete quindi una decina di cubetti di Berlusconi (ben asciutti) nella pastella e poi, servendovi di una pinza da cucina, scolateli uno ad uno dell’impasto in eccesso, facendo attenzione ai piccoli pezzi di lingua di Vespa che potrebbero ancora essere incastrati nei cubetti di Berlusconi, e poneteli a friggere in una padella contenente due dita di olio di semi ben caldo. Ponete i cubetti, distanti uno dall’altro e da eventuali escort presenti nell’impasto, per evitare che durante la frittura si attacchino (a questo proposito consiglio di immergere pochi pezzi di Berlusconi per volta nell’olio, proprio per evitare che ammassandosi si attacchino uno con l’altro). Una volta dorati, estraeteli dall’olio con una schiumarola e poneteli a perdere l’olio in eccesso su di un piatto foderato con della carta assorbente da cucina.

Mondate i 47 M.a.p. eliminando i riferimenti alla Croce Rossa e alla Provincia Autonoma di Trento, quindi assemblateli a quadretti. In una padella capiente, ponete 2 cucchiai di olio di oliva e unite i M.a.p., quindi fateli costruire in 20-30 giorni (dipende se desiderate che i M.a.p siano pronti obbligatoriamente per la visita di Berlusconi del 15 Settembre, costringendo gli operai a turni di 12 ore al giorno!); aggiungete i pezzetti di Berlusconi fritti, fate saltare gli ingredienti per un paio di minuti e poi aggiungete la salsa agrodolce. Saltate ancora per qualche istante gli ingredienti, aggiustate eventualmente di sale e un pizzico di Informazione poi servite il Berlusconi in salsa agrodolce immediatamente.

Vino:

In abbinamento al Berlusconi in salsa agrodolce consiglio un Monteputtano d’Abruzzo Colline Teramane, vino rosso ottimo per accompagnare carni losche, finti moralisti, pidduisti, mancanza di informazione, giornalisti stagionati.

Articolo tratto da l’Unità e scritto da Marco Bucciantini, che ha come tema la squallida falsità di Silvio Berlusconi, appropriatosi di tutti i meriti che vanno assegnati alla Croce Rossa e alla Provincia Autonoma di Trento, che hanno ideato e realizzato queste case, tutte in legno e su progetto del CNR con progetto Ivalsa. Questo progetto è stato “boigottato”, tanto per cambiare, dallo Stato Italiano, ed ha avuto un mare di successo in Giappone, dove verrà utilizzato per la costruzione di nuove case. Questo perché le case costruite in questo modo, oltre a garantire una ottima isolazione termica, hanno dimostrato di resistere anche al più potente e distruttivo terremoto della storia, quello di Kobe, in Giappone. Per i più curiosi ECCO IL VIDEO DELLA SIMULAZIONE e questo ottimo articolo di Reportonline.it

“Forza, forza». Quelli della protezione civile spronano gli operai, che hanno ancora mezza giornata di tempo per finire di costruire un paese. Turni da dodici ore di lavoro – dall’alba finché c’è luce – per allacciare i tubi dell’acqua, finire di asfaltare le strade, piantare il biancospino, l’alloro, l’acero. Oggi alle 15 arriverà Berlusconi e con lui le telecamere «e tutto dev’essere perfetto». Questo l’ordine. Sembra una scena del Truman show, ma è impossibile negare la giovialità e la speranza che infondono le nuove casette, 94 abitazioni raggruppate in 47 bifamiliari di varie metrature, 40 mq per chi vive solo, quasi il doppio (con tre camere) per le famiglie più numerose. Qui stanotte dormiranno 200 abruzzesi, quelli di Onna, che era un paese vero e non c’è più: resta un cumulo di pietre, appena di là dalla strada e una lapide struggente che elenca 41 nomi. Arrivano i mobilidall’Emilia, il via vai di camion e mezzi da lavoro è incessante. Quello che oggi il presidente del Consiglio venderà come un miracolo del governo, del suo governo e della sua Protezione civile è in realtà un lavoro ideato e concluso dai laboriosi trentini e finanziato in parte dalla stessa provincia autonoma e in parte (maggiore) dalla Croce Rossa. Queste infatti non sono le abitazioni del progetto C.A.S.E, quello «ufficiale» che dovrà riaccasare gli sfollati e che viene sovrinteso – come tutto il resto – da Guido Bertolaso. Saranno invece consegnate le villette antisismiche con anima in legno e strato di coibentazione che gli italiani hanno già visto in tv dieci giorni fa, quando venne in visita il presidente della Repubblica. Questi Map (moduli abitativi provvisori) sono progettati dal Cnr di San Michele all’Adige: il Giappone ha già sperimentato la sapienza dei ricercatori trentini, anche su edifici di sette piani. «Avevamo bisogno di un mese in più per controllare bene tutti gli impianti e non rischiare di fare errori, ma ci hanno obbligato a finire tutto entro il 15 settembre. I materiali sono arrivati il 20 agosto…». Quindi tutto è stato edificato in meno di un mese. E la fretta di cui parla il geometra del Comune dell’Aquila, Renzo Parisse, che in quella lapide indica il nome del padre e dei due nipoti – figli del fratello e nostro collega Giustino – è quella che insospettisce il presidente della provincia Stefania Pezzopane: «Questa consegna non diventi uno spettacolo mediatico». Le case servivano subito, per distrarre l’opinione pubblica in un momento di grande difficoltà del premier. La consegna del 4 settembre del primo nucleo di abitazioni «ufficiali» è slittato a fine mese, c’è stata discussione sugli espropri con terreni edificati comprati al prezzo di terreni agricoli (per questo si sono risparmiati molti terreni della Curia…) e intorno il freddo comincia a mordere. Per nascondere il malumore, le tendopoli più vistose sono state evacuate, gli sfollati sistemati negli alberghi, anche questo verrà detto oggi: ma di 171 campi ne sono stati chiusi 59 e «ci sono ancora 16mila persone nelle tende», ricorda la Pezzopane. Ci sono 30mila aquilani sulla costa (questo complica l’avvio della scuola). Poche – meno del previsto – le persone che sono rientrate nelle case. C’è confusione nei parametri di ricostruzione, l’ordine degli architetti ha chiesto «regole certe, perché il rischio è di assumersi responsabilità enormi». Le case dei trentini verranno replicate in altre due aree del cratere, per altri 100 moduli abitativi. Parallelo, anche se in ritardo sui tempi promessi, corre il progetto ufficiale. Quello che non vedrete in televisione, perché meno grazioso: sono palazzi a ridosso della statale che collega il capoluogo a Pescara. Il prefetto Franco Gabrielli ha annunciato per venerdì la «chiamata» dei primi cittadini che possiederanno queste case. Ha anche ricordato la revoca antimafia a due ditte impegnate nella ricostruzione (una del posto, l’altra campana): «Non andrà un centesimo agli imprenditori collusi». In tv si vedrà invece Berlusconi consegnare le chiavi di casa ad una famiglia, e tagliare il nastro dell’asilo nido, realizzato sull’idea di Giulia, studentessa di ingegneria vittima del terremoto. Ogni onnese troverà poi nella nuova casa un messaggio di benvenuto scritto dallo stesso invadente premier. Ci saranno anche le autorità locali, che però non seguiranno Berlusconi nella registrazione romana dello speciale di Porta a Porta. Lì si sentirà una sola voce, e solo quella.

15 settembre 2009

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