
Dopo la Fabbrica di Nichi, esperimento ben riuscito ed autrice, in buona parte, della vittoria di Nichi Vendola alle primarie, nasce l’Officina del Futuro (by Rocco Palese)…
Adesso, su che tipo di Industria si butterà la Poli Bortone???

Dopo la Fabbrica di Nichi, esperimento ben riuscito ed autrice, in buona parte, della vittoria di Nichi Vendola alle primarie, nasce l’Officina del Futuro (by Rocco Palese)…
Adesso, su che tipo di Industria si butterà la Poli Bortone???
Articolo tratto da Ingegneri.info
Secondo fonti ufficiose sono 10 le città italiane che potrebbero ospitare le centrali nucleari. Tra queste se ne dovranno scegliere quattro: saranno loro ad ospitare gli impianti di terza generazione che il governo ha intenzione di costruire in Italia. La notizia viene confermata da uno dei tecnici che ha partecipato allo studio. Esiste una bozza, allo studio del governo.
Tre le caratteristiche del territorio prescelto: assenza di sismicità, minore densità abitativa, vicinanza all’acqua, preferibilmente al mare, perché i fiumi rischiano di straripare. Mentre i tecnici cercano le aree, il governo ha già incassato il parere favorevole di Veneto e Sicilia.
I siti per la costruzione delle future centrali nucleari potranno sorgere in aree già sedi di centrali o che comunque abbiano una buona capacità di trasmissione elettrica e disponibilità di acqua. Lo prevede la bozza di decreto legislativo che segue la Legge Sviluppo e che rimette ordine alle disposizioni per l’ingresso del nostro paese nel campo della produzione di energia da fonte nucleare.
Ma la localizzazione dei siti sarà affidata anche ai soggetti che dovranno costruire le centrali. Infatti, il MSE, ricevute le richieste degli operatori, provvederà a trasmettere alla Conferenza stato regioni e all’Agenzia per la sicurezza Nucleare l’elenco completo delle aree per una valutazione di merito.
L’Agenzia avrà 60 giorni per esprimere il proprio parere tenendo presente i severi requisiti tecnici (sistema di raffreddamento, distanza dalle aree abitate e fenomeni sismici) e quelli ambientali (suolo, risorse idriche, valore paesaggistico e storico culturale dell’area).
Ecco le presunte 10 aree:
1 ) Monfalcone (Gorizia). Uno degli elementi decisivi: la presenza del mare
2 ) Scanzano Jonico (Matera). Già individuato per il deposito delle scorie
3 ) Palma (Agrigento): la Regione Sicilia si sarebbe detta favorevole
4 ) Oristano: da sempre la Sardegna è nella top ten per i siti.
5 ) Chioggia. I cittadini stanno già organizzando le proteste.
6 ) Caorso. È uno dei siti che già ospita le centrali.
7 ) Trino Vercellese. Anche qui c’è un impianto in decommissioning.
8 ) Montalto di Castro: vicino al mare e un sito già individuato in passato
9 ) Termini Imerese. Pioggia di smentite ufficiali, ma i residenti temono.
10 ) Termoli: uno studio ne elenca le caratteristiche favorevoli al progetto
Per la maggior parte si tratta dei vecchi siti dove già ci sono gli impianti, ormai in dismissione. Ma ci sono anche delle novità: come Palma nell’Agrigentino o Termini Imerese, scelte figlie della disponibilità annunciata dalla Regione Sicilia. A sbarcare in Italia sarà l’European pressurized reactor di tecnologia francese, figlio della joint venture tra Enel ed Edf che hanno affidato la realizzazione degli studi di fattibilità alla neonata Sviluppo Nucleare Italia srl. Numerosi sono i laboratori coinvolti in questa fase per realizzare la mappa delle città papabili. « I siti saranno presidiati militarmente e non sarà possibile avere informazioni», denuncia il senatore Pd Roberto della Seta.
Bellissima iniziativa tutta pugliese, tratta da ADOC Scuola, vista al Tg3 Puglia di oggi…
L’Istituto Tecnico “Ettore Majorana” di Brindisi, ha pensato ad un modo per far risparmiare molti euro alle famiglie di appartenenza degli studenti iscritti all’istituto brindisino. I libri sono scritti e stampati direttamente dai docenti, che, alla modica cifra di 25 €, forniranno alle famiglie tutti i testi scolastici e uno zaino.
Ecco un buon esempio…
Secondo le stime dell’Adoc il 51% delle scuole secondarie di II grado, relativamente al primo anno di corso, sforerà il tetto di spesa per i testi scolastici fissato dal Ministero della Pubblica Istruzione.
“Secondo le stime dell’Adoc una scuola secondaria di II grado su due supererà i tetti di spesa per i testi scolastici – dichiara Carlo Pileri, Presidente dell’Adoc – considerando esclusivamente il primo anno di frequenza. La spesa media per il primo anno di liceo dovrebbe essere di 335 euro, il 14,3% in più del tetto medio fissato. Per gli istituti tecnici la spesa media sarà superiore del 10,9% al tetto fissato, per quelli professionali del 9,2%. Per quanto riguarda le scuole medie, il primo anno costerà in media 310 euro, l’8,3% in più di quanto previsto dal Ministero. La spesa per i libri assorbe circa il 40% dello stipendio medio mensile di un genitore, una cifra importante in un momento di crisi. Per questo patrocineremo l’iniziativa “Book in Progress” dell’Istituto Tecnico Industriale e Liceo Scientifico Tecnologico “Ettore Majorana” di Brindisi. I docenti realizzeranno i libri di testo e li stamperanno in istituto, per un risparmio di 200 euro rispetto ai tetti fissati dal Ministero. Un’iniziativa lodevole e da diffondere, un vero e proprio salvagente per le famiglie.”
Oltre alla spesa dei libri, le famiglie con ragazzi alle prese con gli esami di riparazioni di settembre dovranno affrontare i costi delle ripetizioni private del mese di agosto, in media 307 euro.
“Mediamente un mese di ripetizioni private ad agosto varia dai 270 ai 345 euro, considerando 3 ore a settimana di lezioni – continua Pileri – e a seconda che ci si rivolga ad un docente o a uno studente, ma ci sono anche punte di 45 euro l’ora. Questa spesa si è resa necessaria dato l’alto numero di rimandati col debito all’esame di settembre. Se a luglio le scuola hanno garantito efficacemente il supporto didattico, lo stesso non si può dire di agosto. Rispetto allo scorso anno è un boom, le richiesta di aiuto sono aumentate del 60%.”