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Riflessioni dalla seconda pagina di “Internazionale” n. 889

Pioggia

“Il dono più grande che ci ha fatto dio è senz’altro questo: che quando un fotone colpisce un semiconduttore libera un elettrone. Le leggi della fisica sono talmente benevole, talmente generose. Senta qua. C’è un uomo nella foresta, sotto la pioggia, e sta morendo di sete. Ha con sé un’accetta e comincia a tirar giù gli alberi per berne la linfa. Un sorso per ogni albero. Intorno gli si fa il deserto, niente più piante o animali, e l’uomo sa che per colpa sua la foresta scomparirà presto. Allora perché non apre la bocca e non beve la pioggia? Per il semplice motivo che è molto bravo a tirar giù alberi, perché ha sempre fatto così, e perché considera un po’ suonato chi propone di bere la pioggia. Ecco, la luce del sole è come quella pioggia. Inonda il nostro pianeta, condiziona il nostro clima e la sua vita. Una dolcissima pioggia di fotoni e tutto quel che dobbiamo fare è prendere i bicchieri e raccoglierla! Meno di un’ora di luce solare sulla terra basterebbe a soddisfare i bisogni del mondo intero per un anno”.

Ian McEwan, Solar (Einaudi 2010).

Via Internazionale.it

Primo giorno effettivo senza facebook… devo dire che è stato più facile del previsto.

Non mi manca per niente, e non ho neanche la voglia di connettermi. Strano. Non l’avrei mai detto fino a ieri.

A dire il vero, una cosa mi manca: poter pubblicare le notizie. Però posso ovviare pubblicando i link che avrei senz’altro condiviso con i miei contatti qui, su questo blog.

>> Primi colpi sul nucleare – da pietroraffa.altervista.org

>> Tasse, adesso spunta l’Imu – da repubblica.it

>> Maturità: il tema sui giovani e la politica lo scriviamo noi – da lospaziodellapolitica.com

>> Eruzioni di buona politica – da nichivendola.it

…credo possa bastare! Troppi link stancano!

Ah, quasi dimenticavo. Il mio status di facebook di ieri sarebbe stato:

“Chi di mano ferisce, di mano perisce”

Forza Francia! Alè!

Oggi, il candidato del Pdl per le prossime Elezioni Regionali in Puglia, ha dichiarato:

“Sono favorevole al ritorno dell’Italia al nucleare, ma dico no ad una centrale e ad eventuali parchi tecnologici di stoccaggio di rifiuti radioattivi in Puglia”

Rocco Palese

Un esempio di ASSOLUTA COERENZA!

Avrà cercato di limitare i danni fatti dal suo predecessore, l’onorevole-ministro-expresidentedellaregionepuglia Raffaele Fitto?

PS: Anche in Lombardia accade la stessa cosa! Pensiero unico?

PS2: La videolettera di Nichi Vendola a Raffaele Fitto:

Articolo tratto da Ingegneri.info

Secondo fonti  ufficiose sono 10 le città italiane che potrebbero  ospitare le centrali nucleari. Tra queste se ne dovranno scegliere quattro: saranno loro ad ospitare gli impianti di terza generazione che il governo ha intenzione di costruire in Italia. La notizia viene confermata da uno dei tecnici che ha partecipato allo studio. Esiste una bozza, allo studio del governo.

Tre le caratteristiche del territorio prescelto: assenza di sismicità, minore densità abitativa, vicinanza all’acqua, preferibilmente al mare, perché i fiumi rischiano di straripare. Mentre i tecnici cercano le aree, il governo ha già incassato il parere favorevole di Veneto e Sicilia.

I siti per la costruzione delle future centrali nucleari potranno sorgere in aree già sedi di centrali o che comunque abbiano una buona capacità di trasmissione elettrica e disponibilità di acqua. Lo prevede la bozza di decreto legislativo che segue la Legge Sviluppo e che rimette ordine alle disposizioni per l’ingresso del nostro paese nel campo della produzione di energia da fonte nucleare.

Ma la localizzazione dei siti sarà affidata anche ai soggetti che dovranno costruire le centrali. Infatti, il MSE, ricevute le richieste degli operatori, provvederà a trasmettere alla Conferenza stato regioni e all’Agenzia per la sicurezza Nucleare l’elenco completo delle aree per una valutazione di merito.

L’Agenzia avrà 60 giorni per esprimere il proprio parere tenendo presente i severi requisiti tecnici (sistema di raffreddamento, distanza dalle aree abitate e fenomeni sismici) e quelli ambientali (suolo, risorse idriche, valore paesaggistico e storico culturale dell’area).

Ecco le presunte 10 aree:
1 ) Monfalcone (Gorizia). Uno degli elementi decisivi: la presenza del mare
2 ) Scanzano Jonico (Matera). Già individuato per il deposito delle scorie
3 ) Palma (Agrigento): la Regione Sicilia si sarebbe detta favorevole
4 ) Oristano: da sempre la Sardegna è nella top ten per i siti.
5 ) Chioggia. I cittadini stanno già organizzando le proteste.
6 ) Caorso. È uno dei siti che già ospita le centrali.
7 ) Trino Vercellese. Anche qui c’è un impianto in decommissioning.
8 ) Montalto di Castro: vicino al mare e un sito già individuato in passato
9 ) Termini Imerese. Pioggia di smentite ufficiali, ma i residenti temono.
10 ) Termoli: uno studio ne elenca le caratteristiche favorevoli al progetto

Per la maggior parte si tratta dei vecchi siti dove già ci sono gli impianti, ormai in dismissione. Ma ci sono anche delle novità: come Palma nell’Agrigentino o Termini Imerese, scelte figlie della disponibilità annunciata dalla Regione Sicilia. A sbarcare in Italia sarà l’European pressurized reactor di tecnologia francese, figlio della joint venture tra Enel ed Edf che hanno affidato la realizzazione degli studi di fattibilità alla neonata Sviluppo Nucleare Italia srl. Numerosi sono i laboratori coinvolti in questa fase per realizzare la mappa delle città papabili. « I siti saranno presidiati militarmente e non sarà possibile avere informazioni», denuncia il senatore Pd Roberto della Seta.

Articolo tratto da La Gazzetta del Mezzogiorno. Il tema è molto caro a noi Pugliesi al confine con la Basilicata… infatti si tratta di ben 4 centrali nucleari, che potrebbero sorgere tra Puglia e Basilicata, nella zona del Salento e nella Provincia di Matera. Se costruite tutte e 4, Laterza si troverebbe perfettamente al centro del loro posizionamento…

ROMA – Enel e Edf danno vita a una joint venture per lo sviluppo del nucleare in Italia. Lo ha annunciato ieri una nota congiunta dei due colossi energetici. La società, denominata “Sviluppo nucleare Italia srl”, avrà il compito di realizzare gli studi di fattibilità per la costruzione di almeno quattro centrali nucleari con la tecnologia di terza generazione avanzata Epr, come previsto dal Memorandum of understanding firmato da Enel e Edf il 24 febbraio scorso durante il summit Italia-Francia a Roma.

Enel ed Edf, spiega la nota, possiederanno il 50% ciascuno della joint venture e la società avrà la sua sede a Roma. Una volta completate le attività di studio e prese le necessarie decisioni di investimento, è prevista la costituzione di società ad hoc per la costruzione, proprietà e messa in esercizio di ciascuna centrale Epr. La gestione di “Sviluppo nucleare Italia” sarà affidata ad un consiglio di amministrazione composto da otto membri: quattro espressione di Edf, tra i quali il presidente ed il vice presidente e gli altri quattro designati da Enel, tra i quali sarà individuato l’amministratore delegato.

QUATTRO I SITI PIU’ “GETTONATI” MA TORNA RICORRENTE IL NOME DI SCANZANO JONICO
Saranno quattro le centrali nucleari che garantiranno la prima fase del ritorno del nucleare in Italia. Ma i siti candidati ad ospitare i quattro impianti al momento sono almeno 10. Enel e Ministero dello Sviluppo Economico non fanno trapelare niente, ma sono numerosi i centri di ricerca che hanno elaborato e presentato propri studi di fattibilità per l’individuazione dei possibili siti. I criteri per la scelta sono stati dettagliati più volte: l’European Pressurized Reactor (EPR) di tecnologia francese, quello che sbarcherà in Italia con la joint venture fra Enel ed Edf, richiede zone poco sismiche, in prossimità di grandi bacini d’acqua senza però il pericolo di inondazioni e, preferibilmente, la lontananza da zone densamente popolate. Al momento, le uniche certezze derivano dalle candidature di Veneto e Sicilia, le due regioni che hanno dato la propria disponibilità ad ospitare gli impianti nucleari.

Fra i nomi che puntualmente ritornano, ci sono quelli già scelti per i precedenti impianti poi chiusi in seguito al referendum del 1987: Caorso, nel Piacentino, e Trino Vercellese (Vercelli), entrambi collocati nella Pianura Padana e quindi con basso rischio sismico ed alta disponibilità di acqua di fiume. Fra i luoghi più papabili, anche Montalto di Castro, in provincia di Viterbo, che unisce alla scarsa sismicità la presenza dell’acqua di mare. Secondo Legambiente ed il Cnr, il quarto candidato ideale è Termoli, in provincia di Campobasso, mentre in altre circostanze si è fatto il nome di Porto Tolle, a Rovigo, dove c’è già una centrale a olio combustibile in processo di conversione a carbone pulito. Gli altri nomi che ricorrono più spesso sono Monfalcone (in provincia di Gorizia), Scanzano Jonico (Matera), Palma (Agrigento), Oristano e Chioggia (Venezia).

CONTI: CON EDF BASE CONCRETA PER RITORNO NUCLEARE
L’amministratore delegato dell’Enel, Fulvio Conti, sostiene che la creazione della joint venture tra Enel ed Edf «pone le basi concrete per il ritorno del nucleare in Italia». Secondo Conti si tratta di «una opportunità unica per contribuire al rilancio dell’economia del nostro Paese, creando posti di lavoro specializzati e sviluppando l’occupazione. Grazie alle sue attività internazionali – prosegue Conti – in pochi anni Enel ha ricostruito le sue competenze nucleari e oggi è pronta a prendere la guida del programma nucleare italiano, in collaborazione con un protagonista mondiale del settore come Edf».

Per il presidente e direttore generale di Edf, Pierre Gadonneix, la creazione della joint venture «è un decisivo passo in avanti che conferma il successo della cooperazione tra Edf e Enel, che ha avuto inizio nel 2007 con la costruzione del reattore Epr di Flamanville in Normandia. Questa partnership è in linea con la strategia del gruppo Edf finalizzata a rafforzare la propria posizione in Europa e la leadership mondiale nella rinascita dell’energia nucleare».

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