Oggi niente link di articoli… oggi vi linko un bellissimo video, tratto dal TG1 del 10 Luglio 2009, in pieno G8.
Basta parole… ecco il video!
Oggi niente link di articoli… oggi vi linko un bellissimo video, tratto dal TG1 del 10 Luglio 2009, in pieno G8.
Basta parole… ecco il video!
Interessante dossier di Repubblica.it sui problemi non risolti del G8.

Le tante zone d’ombra nell’elenco delle promesse
di FEDERICO RAMPINI
La condanna dell’Occidente non spaventa Teheran
di GUIDO RAMPOLDI
Il club degli Otto Grandi deve staccare la spina
di VITTORIO ZUCCONI
La retorica dei miliardi e i bimbi morti di fame
di ADRIANO SOFRI
L’emergenza clima che divide il pianeta
di LUCIO CARACCIOLO
Il meeting tra le macerie, colpo di coda del Cavaliere
di FILIPPO CECCARELLI
E’ stato un successo ma la “scatola” è vuota
di MASSIMO GIANNINI
Le “prime signore” stanche di fare vetrina
di NATALIA ASPESI
Questo prete mi sta proprio simpatico!
E’ da molto tempo che non credo più nella chiesa, nel vaticano e sopratutto nella sua figura istituzionale di spicco, il “Pastore Tedesco”, ma questo prete sta dicendo cose veramente giuste. E’ grazie a lui che sono diventato assiduo frequentatore di MicroMega, e ogni volta leggo cose giuste e condivisibili.
Questo Articolo-Lettera Aperta è stato scritto 2 giorni fa, ma ne sono venuto a conoscenza solo oggi (purtroppo per motivi di studio non ho tanto tempo da dedicare alle letture su internet!). Rispetto agli altri articoli, mi è sembrato molto “sdolcinato” nei confronti di Benedetto XVI, ma sempre pungente nel cogliere alla perfezione quali sono le questioni morali violate dal nostro attuale (spero ancora per poco) Premier.
“Con sgomento apprendiamo dalla stampa l’eventualità che lei possa concedere udienza privata all’attuale presidente del consiglio italiano, Silvio Berlusconi. Egli per parare il diluvio di indignazione e disprezzo che gli si è scatenato contro a livello mondiale per i suoi comportamenti indecenti che sono anche la negazione della morale cattolica che tanto sbandiera nei suoi deliranti proclami, ha fatto capire che dopo il G8 cercherà di strappare alla Santa Sede un incontro con il Pontefice a conclusione del summit dell’Aquila. L’unico modo, a suo giudizio, per «troncare le polemiche».
Mons. Mariano Crociata, segretario della Cei, senza fare riferimenti personali, ha detto parole gravi che avremmo voluto ascoltare già da tempo, ma non è mai troppo tardi. Il segretario della Cei afferma che stiamo assistendo «ad un disprezzo esibito nei confronti di tutto ciò che dice pudore, sobrietà, autocontrollo e allo sfoggio di un libertinaggio gaio e irresponsabile». Non si deve quindi pensare che «non ci sia gravità di comportamenti o che si tratti di affari privati, soprattutto quando sono implicati minori» (Omelia in memoria di Santa Maria Goretti, a Latina 5 luglio 2009).
Sì, perché tra le varie sconcezze del presidente del consiglio (compagnia con donne a pagamento), vi sono riferimenti precisi di rapporti con minorenni (testimonianza della moglie) e di cui il presidente ha dato diverse differenti letture, nonostante abbia spergiurato sulla testa dei figli.
Le parole del segretario della Cei hanno toccato nel segno la depravazione in cui è caduta la presidenza del consiglio italiana, disperatamente alla ricerca di un salvagente per salvare la faccia e offendere il mondo civile e cattolico con lo show dell’udienza. A Silvio Berlusconi nulla importa del papa e della Chiesa cattolica e della sua morale come della dottrina sociale, a lui interessa di farsi vedere «urbi et orbi» insieme al papa e così cercare di parare le richieste pressanti che da tutto il mondo arrivano perché esca di scena dignitosamente, se ne capace.
La supplichiamo, per amore della sua e nostra Chiesa, che è ancora inorridita e scossa, non lo riceva pubblicamente né privatamente perché lei darebbe un colpo mortale alla credibilità della gerarchia della Chiesa che ha preso posizione solo dopo la mobilitazione del mondo cattolico e del mondo civile che in internet ha raggiunto livelli di esasperazione molto elevati.
Se lo riceve, la visita sarà usata strumentalmente per dire che il papa è con Berlusconi e quindi tutte le sue ignominie, depravazioni e corruttele troverebbero facile copertura morale. La morale che lei dovrebbe rappresentare diventerebbe una farsa di copertura dell’immoralità di un uomo presuntuoso e malato che ancora non si è degnato di rispondere pubblicamente del suo operato come ha chiesto la libera stampa, mentre è andato in tv dove senza contraddittorio, ha esaltato le sue gesta di corrotto corruttore, aggiungendo sprezzante a sua giustificazione che «la gente mi vuole così».
Inevitabilmente lei diventerebbe complice agli occhi dei fedeli semplici e dei non credenti ancora attenti alla Chiesa. In nome di Dio e della dignità del nostro popolo e della serietà dell’etica non lo riceva, perché se lo riceve, lei perderà moltissimi fedeli che già sono sulla soglia”.
In fede
Paolo Farinella, prete
(8 luglio 2009)
Uno dei più belli articoli letti in questi giorni sul G8, letto su AgoraVox e scritto da ’89, blog molto molto molto interessante. La prima cosa che mi ha colpito di questo articolo è la foto “Identité de vues.” (Identità di vedute), ma leggendo per intero il pezzo, che vi consiglio caldamente, si riesce a notare uno scorcio di realtà spesso negata dall’attuale informazione, che merità spazio e notorietà… che dirvi ancora??? Leggetevi l’articolo!
Articolo di Ungormìte

Un uomo solo. Ramingo, attraverso le macerie a ripassare le risposte a domande non ancora fatte mentre l’ospite straniero gli parla. Tanto non capisco. No, non lo capiscono: gli viene difficile parlare di figa, prendere in giro i comunisti, raccontare barzellette sui deçaparecidos volanti. Le foto per credere: lo eviteranno puntualmente per tutta la giornata. Alla Merkel è stato persino consigliato di non sostare troppo nei suoi paraggi, questioni di percentuali e gradimenti. Tra i grandi si scherza, l’atmosfera è di chi, a intermittenza, continua a vedeesi spesso, quasi a rinsaldare un gruppo di presidenze piuttosto giovani (in un certo senso). E allora B. tace: male non fa. Incassa i convenevoli e spacciali per complimenti.
Il verbo di casa, Mediaset, l’ha lasciato lì dov’è: nel monzese. Lontani i tempi delle dirette dal Bigo di Genova, live from the red zone. Al 5 meglio lasciargli il da ridere: metti che ci scappa la domandina imbarazzante! No: all’informazione ci pensa il Minzo. E il Minzo confeziona un Tg1 onnivoro, prodigo di sorrisetti impliciti e pacche sulla spalla al gran lavoro. Edizioni volumetriche: il mattino s’apre con la comparazione fra il modello presidenziale (sembra sentire “preferibile e molto più logico”) a quello “italldemocratico”, poi raccontano di una giornata perfetta, delle borse della Rauti-Alemanno, del gelato delle piccole Obama. E giù, poi, a raccontarci di come Obama, quello vero, quello che conta, abbia fatto i complimenti alla leadership italiana. Che già, detto così, non vuol dire niente. Se poi ci si mette che le diceva con e per Napolitano (certo, anche questa fa ridere. Anche solo costituzionalmente: leader dalla grande moralità. Dechè? Annotazione, l’Unità titola: Obama, “Napolitano leader morale”. Che dice molto, ma della linea del giornale. Di tanto in tanto ridiamo pure dell’altra, volgare, sponda).
Continua la favola bella del cinegiornale. Domani tutti buoni, eh?, gara a chi offre la cena, le promesse a smettere di fumare si sprecano. Ricorda tanto la fine dell’anno, il G8. Propositi e a gennaio si vede. E a rotazione gennaio torna, ad infiacchire le speranze. Il dispiegamento di “TgChigi” è imponente: Susanna Petruni è la fiduciaria del verbo arcoriano. Al proferir parola in sala stampa del premierissimo è lei che deve accogliere, inchinandosi, e raccogliere (è nota esperta di cut-up: a qualcosa le sarà pur valso). E la farfallina la lascia a casa, visto mai. Ecco: mancano Micheal Jackson, Alberto Soldi e il filtro-scintillio sulla telecamera..perfetto!
Infierisce imperterrito, il tg. “Divertente la rezione degli aquilani, gente tosta e dotata di senso dell’umorismo: accolgono Obama con lo striscione Yes we camp, che in tutto il mondo è già un tormentone.” Scaccia, l’autore del servizio, non s’è decisamente reso conto del fatto che i simpaticoni che reggono lo striscione non stanno fischiettando “Chiuahua”. Stanno esprimendo qualcosa di più, stanno dicendo che non ce la fanno. Stanno dicendo che sono stanchi di chiacchere e telecamere, che non reggono una vita cullata da tende roventi e promesse da bandiera. Sono incazzati neri, stremati all’agonia, e Scaccia lo sa. E si guarda bene dall’intervistarli. Il resto, Istituto luce.
Le domande non arrivano, B si sfazzoletta, sollevato, il volto. In conferenza si cimenta nell’arte che gli riesce meglio, su quella può contare: vendere. La finanza si ricostruisce una vagina, cercando la catarsi da Piazza Affari a Piazza D’Armi. E questo è: andare a trovare la nonna prima che muoia. Lo chiamano G8. Fellini ne avrebbe saputo trarre qualcosa di bello, l’atmosfera l’avrebbe ispirato. Ma quegli 8 non sono Fellini. Quest’anno c’era il pepe delle domande-hard, che oggi hanno latitato. Vedremo. Intanto la lettera di Riina o chicchessia di poco raccomandabile (comunque, pare, uno dei Corleonesi) a B. è stata pubblicata dall’Espresso (grande Gomez). L’avessero scritta su un tanga..
U’