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Bari, 18.04.12 – Concerto dei Camillorè. Pogo selvaggio.

Due lividi sotto l’ascella destra, uno sotto quella sinistra. Due tra rotula e perone sinistro, uno sul destro con lievi escoriazioni. Lividi sparsi sulle caviglie. Dolori diffusi tra bacino e schiena e al bicipite femorale destro. Un buco sull’arto superiore sinistro. Varie escoriazioni sul resto degli arti superiori. Infiammazione dei muscoli cervicali. Un’unghia scheggiata al piede destro. Due con perdita di sangue sottocutanea al sinistro.

Bari. 20.04.12 – ore 1.30 circa:
“No!!! Vado a piedi a casa… con la macchina devi fare un giro della madonna!”.

Bari. 20.04.12 – ore 5.30 circa:
“Ma perchéccazzo non ho accettato il passaggio?”.

Morale della favola. Nella strada tra Storie del Vecchio Sud e Ca.S.A. Nice si possono fare tanti incontri che trasformano una tranquilla serata post-rock semi-alcolica in una una devastante nottata pre-sbokk super-alcolica. Tutto questo passando da Ciclospazio, Marrakech, Casa di Gabroz ed Enzo.

Ci sono notti in cui tutto il mondo è ai tuoi piedi, ci sono notti in cui ti senti un Re… scusatemi, se continuo finirò per citare Ligabue quindi mi fermo.
Volevo solo dirvi che ci sono notti in cui rischi seriamente. Rischi quello che non hai mai rischiato nella tua vita fino a quel momento. Rischi di prendere mazzate, di finire al fresco.
Ci sono notti in cui esci da una festa, una festa mostruosa. Esci completamente ubriaco e sei ancora alla ricerca di alcol e ti precipiti nel primo kebabbaro che trovi per comprare una birra.
E così, dopo qualche ora e senza saperne il motivo, ti ritrovi in un box auto, due piani sotto terra, con musica a palla e ragazzi vistosamente più grandi di te che sniffano cocaina.
Ed è proprio in quel momento che capisci che nella vita hai raccolto molto materiale da raccontare ai tuoi futuri nipoti.

mi resteranno impresse di questa fiera del levante:
1. La infinita lista di persone con cui in legato, parlato, fatto amicizia;
2. Le boe di Telenorba bionda;
3. La solita indole dell’italiano medio (ben rappresentata dal barese medio!), dedito al “morte tua, vita mia”, “non mi frega di niente, basta che (soprav)vivo bene io”.

In realtà ci sarebbe anche una quarta, una quinta e una sesta (vedi Telenorba):
4. Il culo stratosferico che ho avuto essendo sorteggiato;
5. Il vino, malvasia 12 gradi e mezzo, del padiglione AgriMed;
6. La fantastica compagnia di Fabio e Marika (dell’associazione Natura Viva), di Vitaliy, di tutti quelli che ho conosciuto e il lavoro postumo, rimediato alle 22.15 di domenica.
Tutto questo rendono, per me, l’esperienza fatta alla Fiera del Levante qualcosa di fantastico. Una situazione da ripetere assolutamente, che fa crescere molto, moltissimo.
Parola di bagarino!

E’ interessante leggere questo articolo di Alessandro Rosina, dell’Università Cattolica di Milano.

E’ interessante leggere quest’articolo oggi perché, pur essendomi svegliato alle 7 per recarmi al mio amato Politecnico, non ho potuto fare un esame a causa della protesta dei ricercatori.

E’ interessante leggere quest’articolo perché invece di fare l’esame oggi ho parlato con una mia professoressa, incinta, che per il nostro bene l’esame voleva farcelo fare lo stesso, anche se al Poliba c’è il blocco degli esami. Perché ci ha spiegato che lei prende meno di chi, al Politecnico, fa le pulizie. Perché ci ha spiegato che suoi amici-colleghi ricercatori vengono pagati quanto lei e di corsi ne reggono tre, di cui due GRATIS! “Fa curriculum” ci dice la prof, che da noi studenti preferisce essere chiamata “Ingegnere”.

E’ interessante leggere questo articolo perché vivo in un paese che appena può taglia sull’università, che investe solo l’1,1% del Pil per la ricerca e che sfrutta i ricercatori spremendoli fino all’osso, sottopagandoli. Perché vivo in un paese in cui non c’è futuro per la nostra generazione, in cui emigrare per vedersi riconosciuta una qualità è l’ultima cartuccia da sparare.

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