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Informatica

E’ strano come a volte tutto torna… è successo poco tempo fa, a me. Sul mio pc avevo Linux Mint 9 (Isadora) e mi trovavo bene! Poi, in un tranquillo lunedì mattina, prima di prendere il pullman per recarmi a Bari, è successo quello che mai ti aspetteresti dal tuo sistema unix: si è bloccato tutto!

Ho semplicemente provato a sovrappore due pannelli. Ho scoperto sulla mia pelle (e sopratutto su quella del mio amato notebook) che non è possibile. Ho esposto i miei dubbi sul forum di Mint Italia ma non ho (abbiamo) trovato una soluzione. Dopo vari tentativi ho deciso di risolvere drasticamente il problema installando sul mio nb Ubuntu 10.10.

Avendo pensato a questa evenienza nel caso in cui si fosse presentato un problema, avevo creato una partizione ad-hoc per la cartella /home. In questo modo non ho perso i dati e le impostazioni di linux ma solo i programmi installati. Ahimè, rimanendo inalterate le impostazioni, è rimasto anche il problema che mi aveva portato alla formattazione e all’upgrade a Ubuntu. Ma, riavviando in recovery mode sono riuscito a rimuovere il pannello e tutto è tornato alla normalità.

Ora, cosa posso dirvi… non sovrapponete mai due pannelli e sopratutto non perdetevi mai d’animo se qualcosa non va sulla vostra distro! Con Linux c’è sempre una soluzione!

Se avete voglia di divertirvi con il Fantacalcio, uno dei giochi di calcio più belli di sempre, iscrivetevi a www.webfantacalcio.it. E’ un sito COMPLETAMENTE GRATUITO e ti permette di gareggiare con tantissimi utenti nella Lega Free (in questo istante ce ne sono più di 1100) o con amici e conoscenti creando o iscrivendosi a leghe private. Ci sono anche leghe a premi partecipando alle quali si può vincere uno Smartphone Nokia, fotocamere digitali e lettori mp3.

Giocare è molto semplice. Basta iscriversi, cliccando su ISCRIVITI in alto a destra nella home page e compilando l”apposito modulo. Una volta iscritti, bisogna accedere alla sezione LEGHE, ed iscriversi alla lega preferita. Ce ne sono davvero tante. Iscrivendosi alle leghe si deve creare una propria rosa di giocatori, in base alle regole che variano di lega in lega e, ad ogni giornata di campionato, schierare la propria formazione che ti permetterà di accumulare punti per la classifica.

Se volete sfidarmi, io partecipo con la squadra “Bozz’s Team” alle leghe:

>> Lega Free

>> Serie A Tim 2° to 38°

>> Milanisti

>> Lega A Premium

>> Lega PRO

>> FantaLaterza (creata da me e solo per Laertini!!!)

…non si scorda mai!

Per questo motivo sono tornato a Linux Mint. Questa volta ho scelto Isadora (Isa per gli amici), sistema operativo unix davvero molto bello! Sul mio vecchio hard disk (R.i.p.) avevo Mint Felicia, il mio “primo amore”. Poi, come tutti sapete, si è rotto e ho dovuto comprare un altro hd. Su questo ho reinstallato Xp e Ubuntu 10.04 LTS… Che dire? Non mi sono trovato per niente bene… troppo macchinoso, poco performante, troppi problemi (almeno, con il mio Asus A6va).

E allora, sono ritornato a Mint, che non è Ubuntu! Questo è fondamentele, lo spiega anche Clem, fondatore di Mint, in QUESTO ARTICOLO, tradotto in italiano dai ragazzi di LinuxMint-Italia.org

Ciao a tutti, e buon Linux a tutti!

Articolo tratto da chip chip il blog di Federico Ferranza. Si prospetta uno scenario CATASTROFICO per l’Hi-Tech in Italia! Questo dimostra la conoscenza delle nuove tecnologie di chi ha il privilegio di governarci.

Mentre noi eravamo in vacanza, il 30 dicembre il ministro Bondi – per fare un favore alla Siae e proteggere il diritto d’autore degli “artisti” – ha concepito l’ennesima mostruosità di questo governo in termini di innovazione e tecnologia. Si parla del cosiddetto equo compenso. Per chi non lo sapesse è una tassa preventiva che ognuno di noi paga (già oggi) quando acquista un cd o un dvd vergine. L’obiettivo di tale tassa (che entra nelle casse della Siae) è quello di prendere dei soldi ai consumatori per il POSSIBILE MA NON CERTO mancato acquisto di un’opera protetta dal diritto d’autore. In altre parole la Siae cattura del denaro nella previsione che io registri sul cd acquistato l’ultimo album di Eros Ramazzotti o di Lucio Dalla; ma li cattura anche se su quello stesso cd metto le foto di mio figlio o delle vacanze che sono di mia proprietà.

Bene, anzi male. Mentre noi eravamo a smaltire le scorie dei pasti natalizi, dicevamo, il ministro Bondi ha firmato un decreto (DECRETO, neanche una “normale” legge) per estendere l’equo compenso anche ad altri supporti che non siano il cd o il dvd. Come si legge nel testo, d’ora in poi questa tassa si pagherà su cd, dvd, hard disk, lettori multimediali portatili, chiavette usb e telefonini. Insomma, su tutti i supporti su cui è possibile registrare un file audio, video, un’immagine o qualsiasi cosa possa essere protetta dal diritto d’autore.

Ma il bello (o il peggio) deve ancora arrivare. Già, perchè ora veniamo ai prezzi. E se per hard disk, cd, dvd e chiavette il costo aggiuntivo è qualche frazione di euro (comunque un’enormità, considerando il mercato complessivo), i più tartassati dall’invenzione di Bondi e collaboratori sono i dispositivi portatili come lettori e cellulari.

tabella ministero

Come si legge nella tabella qui sopra, con questo decreto il prezzo di un lettore o di un cellulare potrebbe crescere di quasi 30 euro se particolarmente capiente.

A questo punto sono evidenti tre cose.

1- Che i consumatori (e le loro associazioni) faranno casino.

2- Che anche le aziende hi-tech si arrabbieranno e potranno a) decidere di allearsi con i consumatori (proposta: una class action contro il governo?) o b) di far ricadere sugli utenti – aumentando i prezzi – l’iniziativa del governo.

3- Che l’Italia – se non cambiano i governanti (ma anche i loro oppositori) – è destinata a una arretratezza tecnologica senza pari nei paesi industrializzati. Una mossa del genere, infatti, rischia di dare un serio colpo al nostro consumo di tecnologia e a tutto quello che a questo consumo è collegato.

p.s.: Le tasse non sono solo quelle sul lavoro e sulla casa.

Articolo tratto da Metilparaben, blog (che seguo) autore del fantastico “Generatore Automatico di Proclami di Berlusconi”.

Il tizio che vedete nella foto si chiama Raffaele Lauro ed è un senatore del PDL. Il nostro amico, stando a quanto riferisce il Corriere, ha presentato un disegno di legge che punisce con la reclusione da 3 a 12 anni chi istiga a commettere delitti contro la vita e l’incolumità delle persone o ne fa apologia: il bello è che secondo il disegno di legge la pena è aumentata se il fatto è commesso avvalendosi di comunicazione telefonica o telematica.

Il che equivale a dire, se l’italiano non è un’opinione, che secondo il senatore Lauro attaccarsi al collo un bel cartellone con su scritto “Malmeniamo Berlusconi” e andarsene in giro dimenandosi e schiamazzando per il centro la vigilia di Natale è meno grave che telefonare alla propria fidanzata e sussurrarle “A me ‘sto Tartaglia, in fondo, mi sta proprio simpatico”.

Ecco, questo è il livello di competenza di coloro che pretendono di legiferare su internet: mentre rilevo, en passant, che la bizzarra idea di introdurre aggravanti per chi si avvalga del mezzo telefonico proviene dallo stesso partito politico che si è stracciato le vesti contro le intercettazioni, vi invito di nuovo a mettere una firma qua.

Una volta tanto, per pietà, lasciamo parlare chi conosce la materia.

Articolo tratto da AgoraVox.it scritto da Sergio Cacioppo.

Il Ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini e il ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione Renato Brunetta hanno tenuto a palazzo Chigi una conferenza stampa sulle tecnologie in favore della scuola e del pubblico impiego, comunicando con grande soddisfazione, la firma di un accordo con “Big Blue”.

Come ogni informatico che si rispetti, appena saputo della notizia, vengo preso da un senso di sbigottimento.

Ad un profano che non ha dimestichezza con l’informatica, potrebbe apparire come una scelta corretta e vincente per traghettare la scuola e la P.A. verso quella era digitale di cui tutti parlano ma che nessuno ha mai veduto.

Il protocollo sottoscritto ha una durata triennale e dovrebbe servire a sviluppare e diffondere competenze tecnologiche nel corpo docente, mentre Microsoft, dovrà sostenere tutte quelle iniziative necessarie per ridurre il “DIGITAL DIVIDE” nelle scuole.

Ma ahimè, le cose non stanno proprio così.

In Italia, moltissime aree risultano ancora scoperte, nel senso che i collegamenti ADSL, non raggiungono determinate zone, soprattutto nel Sud e nelle isole, accentuando pesantemente il “digital divide” che separa informaticamente il Nord dal Sud.

Gli utenti della rete il problema lo conoscono bene, perché grava sempre di più solo sulle loro tasche, in quanto non solo mancano da parte di Telecom Italia S.p.A. gli investimenti necessari per l’ammodernamento degli impianti e della copertura di rete, ma dicasi lo stesso anche per tutte quelle Aziende che producono e commercializzano Wi-Fi e Wi-Max che hanno solo presentato allo scopo di divorare gli ingenti finanziamenti comunitari, progetti faraonici per la copertura di rete, ma che nel pratico poi non hanno realizzato nulla o hanno in parte cablato tratti di rete che non saranno mai adoperati, come alcune tratti lunghi centinai di Km, realizzati con la tecnologia della fibra ottica e mai entrati in funzione. (vedi Siclia Occidentale- finanziamenti Regionali e Comunitari).

Prima di sottoscrivere con Microsoft accordi assistenzialistici per la diffusione delle tecnologie informatiche nel corpo docente, sarebbe stato necessario effettuare un “snapshot” della penisola, al fine di evidenziare le diverse problematiche che certamente non fanno e non faranno mai decollare alcun progetto informatico nelle scuole Italiane, almeno chè i Ministri della Repubblica non abbiano solo pensato ad informatizzare le scuole o le P.A. presenti nelle grandi Città, ma questo cozzerebbe con forte evidenza contro quel tanto millantato annullamento del “digital divide”.

Ma anche se fosse come sostengono i Ministri Gelmini e Brunetta, rimane una iniziativa assurda e priva di qualsiasi supporto tecnico e legislativo.

Basti pensare che l’Europa (Italia compresa), hanno sottoscritto un accordo per lo sviluppo delle tecnologie “Open Source” nella scuola e nella P.A., la stessa ISTAT nel Marzo del 2008, pubblicava in via ufficiale una serie di percentuali sulle soluzioni Open Source nella Amministrazione locale e che riporto qui di seguito:

Sistemi operativi su Server 54,8%
Software di office automation 49,3%
Posta elettronica 44,6%
Sicurezza informatica 39,9%

Forse i profani non sanno, che lo stesso Ex Ministro Lucio Stanca, aveva aperto le porte alla tecnologia Open Source, non solo in ottemperanza a precisi accordi Europei, che condannano severamente Microsoft per posizione dominante nel mercato, ma per far sì che l’utilizzo della nuova tecnologia fosse da traino per le P.A., consentendo di abbassare fortemente la spesa pubblica necessaria all’approvvigionamento di software e sistemi operativi.

Per fare chiarezza, ritengo sia necessario fare dei semplici esempi:

1. Pacchetto di prodotti OFFICE di Microsoft, il costo varia tra i € 271,00 ed € 617,00;

2. Pacchetto di prodotti OFFICE di Open office, è distribuito gratuitamente;

3. Il sistema operativo Windows Vista di Microsoft, il costo varia tra € 239,00 ed € 599,00;

4. Il sistema operativo per un client (P.C.) è distribuito gratuitamente;

5. Dicasi la stessa cosa anche per i sistemi operativi versione Server;

Mi limito a non fare ulteriori raffronti, solo perché questo elenco risulterebbe quasi interminabile.

Lo stesso Ex Ministro Lucio Stanca aveva sottolineato che “scegliere l’open source per la Pubblica amministrazione potrebbe voler dire un drastico ridimensionamento della spesa pubblica in software informatico”. Una spesa che, nel lontano 2001, è stata pari a 675 milioni di euro.

L’iniziativa del Governo Italiano, si dimostra palesemente ancora una volta una tragica scelta di opportunismo che in assoluto dispregio delle scelte e dei patti sottoscritti con l’Europa, garantirà all’Italia un solo risultato certo “L’ISOLAMENTO”, anche informatico.

La Commissione Europea ha predisposto un programma denominato IDABC “Interoperable Delivery of European eGovernment Services to public Administrations, Business and Citizens”, finalizzato all’utilizzo delle tecnologie della comunicazione e dell’informazione, fornendo consulenza e sostegno per i servizi del settore pubblico e nei confronti dei cittadini e delle imprese dei singoli Stati Europei, migliorando di fatto l’efficienza e la collaborazione fra tutte le pubbliche amministrazioni, proprio utilizzando quei software “Open Source” e distribuiti gratuitamente, purchè soddisfino le necessità delle gestioni del settore pubblico.

In ultimo, ritengo doveroso sottolineare l’istituzione del C.N.I.P.A. (Centro Nazionale per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione), che ha come obiettivo primario quello di dare supporto alla pubblica amministrazione nell’utilizzo dell’informatica per migliorare la qualità dei servizi e contenere i costi dell’azione amministrativa. A tale scopo lo stesso C.N.I.P.A. (organo di governo centrale), ha costituito l’Osservatorio Open Source, avente lo scopo di monitorare le iniziative delle Pubbliche Amminstrazioni, analogamente a quanto avviene in ambito europeo presso l’Open Source Observatory .

Esistendo pertanto tutta una normativa italiana, conforme a quella europea, ci si chiede come si concilia l’utilizzo di soluzioni “proprietarie” come quelle di IBM, con i progetti di interconnessione pubblica europei che utlizzano sistemi aperti “open source” a costo zero.

OpenOffice.org, attualmente, è la migliore alternativa a Microsoft Office. OpenOffice è una suite, completamente gratuita, composta dai corrispettivi di tutti i programmi più utilizzati del famoso Microsoft Office: infatti c’è Writer (Word), Calc (Excel), Impress (PowerPoint), Base (Acces). Inoltre nella suite ci sono altri due programmi: Draw (un programma di grafica vettoriale) e Math (un editor di formule matematiche).

E’ possibile scaricare l’intera suite dal SITO UFFICIALE.

Per maggiori informazioni ecco la wiki di WIKIPEDIA.

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