di Antonio Bozza
Come l’araba fenice, è risorta dalle sue ceneri la Comunità Montana della Murgia Tarantina. La Comunità, soppressa l’8 gennaio 2009, per effetto della Legge Regionale n° 36 del 19.12.2008, è stata riportata in vita con una sentenza della Corte Costituzionale, poiché la chiusura dell’ente non spettava al Governo ma alla Regione. Per questo motivo è stato invalidato il commissariamento per la liquidazione della CMMT, affidato a Anna Svelto, che ha gestito l’ormai “defunto” ente fino al 26 Agosto 2009, giorno in cui l’esercizio della presidenza è stato ri-affidato al consigliere comunale Arcangelo Rizzi, noto anche per la sua comparsa televisiva nel programma di Rai 1, Porta a Porta, riguardo alla citazione della Comunità Montana Jonica nel libro “La Casta” scritto dal duo Rizzo – Stella, in cui la “nostra” comunità veniva rappresentata come simbolo di spreco della classe politica e quant’altro. Ma non tutto tornerà come prima: infatti l’organico della Comunità è stato drasticamente ridefinito. Gli assessori scendono da 6 a 3, i consiglieri da 33 a 9 (uno per ogni comune).
La “manna” che la Corte Costituzionale ha fatto piovere dal cielo spazza una volta per tutte la creazione dell’Unione dei Comuni, ente previsto dalla legge che sopprimeva la CMMT in sostituzione della stessa, che vedeva tra i principali sostenitori Arcangelo Rizzi, ri-occupato con la risorta CMMT, e tra i principali oppositori Paolo Costantino, consigliere regionale del PD; “la casta cambia nome, non le abitudini” ha detto l’ex sindaco di Ginosa.
Storie di ordinaria amministrazione, in un’Italia piena di enti inutili, in cui i la politica costa più che in qualsiasi altra nazione.