Se, tra qualche tempo, dovessero chiedermi “cos’era SvilupParco”, senza dubbio direi:
Una delle esperienze più belle della mia vita, un campeggio di lotta per una realtà indispensabile per il nostro territorio.
Del campeggio ricorderò per sempre: i peti del “Don Vito” alle 4 di notte, la stupidità di qualche persona, 4 ore di sonno in 3 giorni, le pietre dalle quali il materassino non mi hanno difeso, la temperatura della” ketchup”, le birre calde improvvisamente diventate freschissime, la voglia di impegnarsi dei compagni, la rarità di conoscere persone e starci bene come se le conoscessi da tutta la vita, i 40 litri di vino e le 30 casse di birra, le focacce sempre e ovunque, i Gogol Bordello e i Tokyo Ska Paradise Orchestra, gli “amici” che non ti sostengono, i “mosconi da bar” del deficiente, svegliarsi due volte di seguito alle 7 del mattino per preparare la colazione a 70 persone, le spagnole, le ceche, le austriache, tutti i ragazzi diversabili, le tantissime risate con il “mottola” ed il “matera”, la tentata evasione dalla finestra, montare 20 tende in 10 minuti perché c’era Studio100, stare contemporaneamente con le due ragazze più belle del mondo… e tanto, ma tanto, altro!
Di sicuro i giorni più pieni della mia vita, un esperienza unica che mi ha fatto conoscere un sacco di persone, macchiata da qualche zona d’ombra, sempre a causa della stessa persona.
Non tutto è perfetto nella vita e c’è molto da migliorare, ma vivere esperienze come questa, che ti formano dentro, è una cosa che auguro a tutti, almeno per una volta.