Archivio

Archiviazioni mensili: luglio 2010

Manca un concerto, uno solo, e potrò essere soddisfatto di questa estate ancora agli inizi…

10%. Questo è il “minimo sindacale” che mi sono imposto. Seguire almeno il 10% della mia lista della spesa.

Ieri sera ho aggiunto un altro tassello con Giorgio Canali e Rossofuoco all’Oasi San Martino di Acquaviva… bellissimo concerto che ricorderò per una dedica particolare fatta dal mitico Giorgio:

Ad un eroe di merda,
di quest’epoca di merda.
A Pietro Taricone.

Una notte silenziosa
di un silenzio che urlava tutta la sua forza
in ronzii di zanzare
e autoradio a tutto volume.
Vissuta all’ombra di un mattino,
crudele nel farsi attendere
mai domo dietro i tetti
di falsi grattacieli popolari.
Un mattino rumorso
fatto di sudore e dialetti
in un miscuglio di storie e sopprusi
urlati sottovoce da chi
non ha più nulla da chiedere
ad una vita fatta di stenti e sacrifici,
nel mercato più ricco
e più bello del mondo.

non contro quello dei trasporti che mi ha fatto rimanere a Bari a godermi l’Acqua in Testa.

Sono contro lo sciopero dell’informazione, in un paese già così tanto mortificato, dove l’informazione non è un diritto ma un privilegio di quella fetta di popolazione che accede ad internet, dove il Presidente del Consiglio controlla (in maniera diretta e soprattutto indiretta) il 90% dell’informazione televisiva nazionale (tramite la quale si informano oltre il 75% degli Italiani) e circa il 15-20% di quella stampata.

Sono contro lo sciopero perché questo modo di concepire lo sciopero è proprio quello che vuole questa classe politica fascista e pidduista, abituata a governare con i sopprusi, stringendo la chinghia alle fasce povere e aumentando i privilegi a quelle più ricche.

In una situazione così è facile illudere i più svantaggiati, promettendo mari e monti dal tubo catodico per poi promulgare solo leggi ad personam.

A questo modo di operare si dovrebbe opporre l’intera popolazione o almeno la parte di questa che ha ancora un senso civico, anche solo un briciolo. Per questo motivo oggi bisognava REGALARE I GIORNALI e fare SUPERINFORMAZIONE, come proposto (e attuato su AgoràVox) da Valigia Blu in primis e da altre grandi firme della carta stampata italiana, anche se duramente contestati dalla FNSI.

Questo non è successo e ci ritroviamo di fronte al solito sciopero, il solito “silenzio che deve urlare più del baccano”, che in realtà è solo una anticipazione di quello che il Governo spera diventi realtà in pochi mesi.

Quel che non ti uccide ti fortifica. Così recita un famoso proverbio applicabile in ogni occasione, tranne che per la triste storia della sinistra. Infatti la sinistra sembra condannata ad una regressione perenne, sia a livello italiano che laertino. Troppe prime donne, troppo egoismo, troppe vanità da parte di chi fa di tutto per esporre al pubblico la sua merce migliore.
Fin quando la sinistra resterà mercé di questi loschi individui la destra continuerà a vincere, indisturbata.
Ridotta ormai ad una politica da quattro soldi, incapace di sondare realmente i bisogni della gente (specialmente di quella più debole), la sinistra non ha ancora inteso il significato della frase “uniti si vince” e che le ambizioni personali non portano lontano. La destra laertina, a danno della sua miglior pedina, l’ha capito, la sinistra no. Inghiottita nei formalismi propri della sua storia, ha lasciato il campo del confronto per giocare le sue carte su quello delle personalità, dell’egoismo.
Quanti nuovi giovani dovranno scottarsi prima di riaccendere il fuoco?

Lo dicevo già qui:

>> Autolesionismi di Sinistra

E’ interessante leggere questo articolo di Alessandro Rosina, dell’Università Cattolica di Milano.

E’ interessante leggere quest’articolo oggi perché, pur essendomi svegliato alle 7 per recarmi al mio amato Politecnico, non ho potuto fare un esame a causa della protesta dei ricercatori.

E’ interessante leggere quest’articolo perché invece di fare l’esame oggi ho parlato con una mia professoressa, incinta, che per il nostro bene l’esame voleva farcelo fare lo stesso, anche se al Poliba c’è il blocco degli esami. Perché ci ha spiegato che lei prende meno di chi, al Politecnico, fa le pulizie. Perché ci ha spiegato che suoi amici-colleghi ricercatori vengono pagati quanto lei e di corsi ne reggono tre, di cui due GRATIS! “Fa curriculum” ci dice la prof, che da noi studenti preferisce essere chiamata “Ingegnere”.

E’ interessante leggere questo articolo perché vivo in un paese che appena può taglia sull’università, che investe solo l’1,1% del Pil per la ricerca e che sfrutta i ricercatori spremendoli fino all’osso, sottopagandoli. Perché vivo in un paese in cui non c’è futuro per la nostra generazione, in cui emigrare per vedersi riconosciuta una qualità è l’ultima cartuccia da sparare.

Visto che non stavi scherzando, come dici sempre, ti ripeto quello che penso di te. Così, nel caso avessi dei dubbi, rileggendo questo post potrai soffermarti su ogni singola parola!

Sei la persona più vuota che abbia mai conosciuto.

Sei la persona più montata in assoluto.

Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.