non contro quello dei trasporti che mi ha fatto rimanere a Bari a godermi l’Acqua in Testa.
Sono contro lo sciopero dell’informazione, in un paese già così tanto mortificato, dove l’informazione non è un diritto ma un privilegio di quella fetta di popolazione che accede ad internet, dove il Presidente del Consiglio controlla (in maniera diretta e soprattutto indiretta) il 90% dell’informazione televisiva nazionale (tramite la quale si informano oltre il 75% degli Italiani) e circa il 15-20% di quella stampata.
Sono contro lo sciopero perché questo modo di concepire lo sciopero è proprio quello che vuole questa classe politica fascista e pidduista, abituata a governare con i sopprusi, stringendo la chinghia alle fasce povere e aumentando i privilegi a quelle più ricche.
In una situazione così è facile illudere i più svantaggiati, promettendo mari e monti dal tubo catodico per poi promulgare solo leggi ad personam.
A questo modo di operare si dovrebbe opporre l’intera popolazione o almeno la parte di questa che ha ancora un senso civico, anche solo un briciolo. Per questo motivo oggi bisognava REGALARE I GIORNALI e fare SUPERINFORMAZIONE, come proposto (e attuato su AgoràVox) da Valigia Blu in primis e da altre grandi firme della carta stampata italiana, anche se duramente contestati dalla FNSI.
Questo non è successo e ci ritroviamo di fronte al solito sciopero, il solito “silenzio che deve urlare più del baccano”, che in realtà è solo una anticipazione di quello che il Governo spera diventi realtà in pochi mesi.
