diari di bo..zzetto

Ogni cosa è illuminata

Pubblicato da: bo..zzetto su: febbraio 5, 2010

Visto ieri sera. Film molto bello, a tratti comico ma con argomenti molto molto seri. Colonna sonora spettacolare.

Recensione di Marzia Gandolfi da MyMovies.it:

Un esordiente nel cinema, Liev Schreiber, mette in schermo un esordiente della letteratura, Jonathan Safran Foer, un ebreo americano che racconta a sua volta di uno studente americano deciso a trovare in Ucraina la donna che salvò suo nonno dalla furia nazista. Jonathan Safran Foer è anche il nome del suo personaggio che compiendo un viaggio nella memoria ricostruisce la vita del villaggio di Trachimbord, uno dei numerosissimi shtetl bruciati e dimenticati durante la Seconda Guerra Mondiale. Un luogo che ha smesso per sempre di essere geografico sopravvivendo soltanto nell’anima di coloro che ne hanno pazientemente raccolto e conservato, fino a collezionarle, le tracce. Il viaggio di Jonathan si avvia da una fotografia del nonno ritratto accanto ad Augustine, ad accompagnare la sua ricerca sarà un altro nipote, Alexander Perchov, voce narrante del film, e un altro nonno che scopriremo “sopravvissuto” ed ebreo. Il nonno di Alex, per gli amici, è un brusco uomo di Odessa che ha cancellato la sua “ebraicità” fino a trasformarla in rabbioso antisemitismo. La sua cecità, marcata da scuri occhiali da sole e accompagnata da una cagnetta guida “psicopatica”, è finta, simulata quanto la vita che disperatamente ha cercato di (soprav)-vivere lontano da Trachimbord.
Molto prima della fine del viaggio, Joanathan e Alex scopriranno di vivere la stessa vita accreditata proprio dagli oggetti appartenuti ai loro cari.
Un’opera prima illuminante e illuminata come “ogni cosa” nel titolo che lavora sui registri del tragico e del comico, rivelando del primo l’universalità e del secondo il tempo e i modi della cultura, nel caso specifico quella yiddish. Eppure il pubblico in sala, almeno quello cosiddetto specializzato, non ne ha colto l’umorismo. Forse perché, come sosteneva Umberto Eco, per il comico bisogna essere più colti.

Questioni “Industriali”

Pubblicato da: bo..zzetto su: gennaio 28, 2010

Dopo la Fabbrica di Nichi, esperimento ben riuscito ed autrice, in buona parte, della vittoria di Nichi Vendola alle primarie, nasce l’Officina del Futuro (by Rocco Palese)

Adesso, su che tipo di Industria si butterà la Poli Bortone???

Per non dimenticare

Pubblicato da: bo..zzetto su: gennaio 27, 2010

MAI PIU’.

Tag:

Primavera in anticipo…

Pubblicato da: bo..zzetto su: gennaio 25, 2010

[PS: Non sono impazzito, ma il titolo della canzone della Pausini mi tentava troppo!!!]

Non notate anche voi che fa più caldo? Forse è tornata la Primavera Pugliese! Nichi Vendola ha stravinto le primarie in Puglia, portando “in Fabbrica” più del 70% dei consensi, senza il voto dei fuori sede (secondo me, almeno altri 5 punti percentuali). Boccia è stato bocciato per la seconda volta, sempre da Nichi. Ma questa volta l’elettorato è quasi triplicato, e il divario è aumentato vistosamente (alle precedenti primarie Vendola aveva preso il 50,3% su 85000 votanti). Il Pd ha molto da pensare, la Sinistra invece può gioire per l’affermazione del suo nuovo leader. Ed ora prepariamoci per le Regionali di Marzo con o senza (molto meglio senza) UDC.

Mai come ora SOLO CON TUTTI:

AGGIORNAMENTO delle 13: in Puglia SI VINCE con VENDOLA:

L’UDC ha scelto il suo candidato: Adriana Poli Bortone

Il PDL ha scelto…… (rullo di tamburi)….. Rocco Palese (il simpatico urlatore capogruppo del Pdl alla Regione!)

Tutto come pronosticato ieri sera da Giuseppe Civati sul suo blog (P.S./11)

Autolesionismi di Sinistra

Pubblicato da: bo..zzetto su: gennaio 23, 2010

E’ inutile. Si sa. La sinistra, da che politica è politica, è sempre stata autolesionista. C’è una sorta di regolamento interno che impone i “politici rossi” a farsi del male appena prima di qualsiasi elezione. Una battaglia a Risiko, infinita. Tutti con le armate rosse, tutti combattono per la stessa causa, tutti divisi. Un meccanismo automatico. Una bomba ad olorogeria. E chi ne paga le conseguenze? L’elettorato “attivo”, colui che ci crede ancora, oltre ogni pronostico. Colui che spera ancora in una svolta. E’ inutile. La sinistra, a livello nazionale ma anche nei piccoli centri, è autolesionista.

Anomalie di Regolamento…

Pubblicato da: bo..zzetto su: gennaio 20, 2010

Leggendo il regolamento delle prossime Primarie del 24 Gennaio 2010, con cui il popolo democratico sceglierà il candidato dell’Alleanza dei Centrosinistra per le prossime Elezioni Regionali 2010, ho notato delle anomalie!

Quello che mi ha subito colpito è, manco a dirlo, l’articolo 1: Diritto al Voto – “Possono recarsi al voto tutti i cittadini pugliesi che abbiano compiuto i 18 anni.”. Che cosa strana! Perché 18 anni e non 16 come tutte le primarie precedenti? Osservando la miriade di gruppi e pagine “pro-Vendola” presenti su Facebook, ho subito notato che molti fra i possibili elettori di Vendola sono giovani, molto giovani, anche minorenni. Con questa mossa si restringe il bacino di voti dell’attuale governatore? E se si, quanto?

Altra anomalia, che però non riesco a trovare da fonti ufficiali su internet. Come confermato stamane ad alcuni miei amici da “La Fabbrica di Nichi”, si potrà votare solo nel comune di residenza, e non in tutti i seggi presenti in Puglia, nonostante la richiesta degli Studenti fuori sede che hanno chiesto hai partiti di poter votare alle Primarie (con una fotopetizione su Facebook). Eppure, nelle primarie per la scelta del Segretario del PD (meno di un anno fa), gli studenti e i lavoratori fuori sede potevano votare in luoghi diversi da quello di residenza. Un passo indietro.

Certo! Vendola ha dovuto cedere a qualche compromesso per ottenere le primarie, ma un cambiamento così drastico nelle regole non vi sembra davvero strano?

Per non parlare della presunta Iscrizione di Vendola nel Registro degli Indagati. Smentita. [ QUI la VideoLettera di Vendola]

Equo compenso. Equo?

Pubblicato da: bo..zzetto su: gennaio 15, 2010

Articolo tratto da chip chip il blog di Federico Ferranza. Si prospetta uno scenario CATASTROFICO per l’Hi-Tech in Italia! Questo dimostra la conoscenza delle nuove tecnologie di chi ha il privilegio di governarci.

Mentre noi eravamo in vacanza, il 30 dicembre il ministro Bondi – per fare un favore alla Siae e proteggere il diritto d’autore degli “artisti” – ha concepito l’ennesima mostruosità di questo governo in termini di innovazione e tecnologia. Si parla del cosiddetto equo compenso. Per chi non lo sapesse è una tassa preventiva che ognuno di noi paga (già oggi) quando acquista un cd o un dvd vergine. L’obiettivo di tale tassa (che entra nelle casse della Siae) è quello di prendere dei soldi ai consumatori per il POSSIBILE MA NON CERTO mancato acquisto di un’opera protetta dal diritto d’autore. In altre parole la Siae cattura del denaro nella previsione che io registri sul cd acquistato l’ultimo album di Eros Ramazzotti o di Lucio Dalla; ma li cattura anche se su quello stesso cd metto le foto di mio figlio o delle vacanze che sono di mia proprietà.

Bene, anzi male. Mentre noi eravamo a smaltire le scorie dei pasti natalizi, dicevamo, il ministro Bondi ha firmato un decreto (DECRETO, neanche una “normale” legge) per estendere l’equo compenso anche ad altri supporti che non siano il cd o il dvd. Come si legge nel testo, d’ora in poi questa tassa si pagherà su cd, dvd, hard disk, lettori multimediali portatili, chiavette usb e telefonini. Insomma, su tutti i supporti su cui è possibile registrare un file audio, video, un’immagine o qualsiasi cosa possa essere protetta dal diritto d’autore.

Ma il bello (o il peggio) deve ancora arrivare. Già, perchè ora veniamo ai prezzi. E se per hard disk, cd, dvd e chiavette il costo aggiuntivo è qualche frazione di euro (comunque un’enormità, considerando il mercato complessivo), i più tartassati dall’invenzione di Bondi e collaboratori sono i dispositivi portatili come lettori e cellulari.

tabella ministero

Come si legge nella tabella qui sopra, con questo decreto il prezzo di un lettore o di un cellulare potrebbe crescere di quasi 30 euro se particolarmente capiente.

A questo punto sono evidenti tre cose.

1- Che i consumatori (e le loro associazioni) faranno casino.

2- Che anche le aziende hi-tech si arrabbieranno e potranno a) decidere di allearsi con i consumatori (proposta: una class action contro il governo?) o b) di far ricadere sugli utenti – aumentando i prezzi – l’iniziativa del governo.

3- Che l’Italia – se non cambiano i governanti (ma anche i loro oppositori) – è destinata a una arretratezza tecnologica senza pari nei paesi industrializzati. Una mossa del genere, infatti, rischia di dare un serio colpo al nostro consumo di tecnologia e a tutto quello che a questo consumo è collegato.

p.s.: Le tasse non sono solo quelle sul lavoro e sulla casa.

Finalmente, le Primarie in Puglia!

Pubblicato da: bo..zzetto su: gennaio 13, 2010

Ecco il mio commento al post “wow” sul blog ciwati.splinder.com.

Salve,
come prima cosa vorrei farle i complimenti per questo blog che seguo (per caso) da un paio di settimane e che ho scoperto tramite un link su metilparaben.

Mi chiamo Antonio, sono un pugliese di 23 anni. Sono di Sinistra, non sono iscritto a nessun partito. Voterò e (da quando ho la possibilità) ho sempre votato Vendola.
Credo che il lavoro fatto dal nostro Presidente in questi 5 anni di governo sia stato fuori dal comune. Chi in Puglia ci vive e non viene solo a farsi le vacanze sa di cosa sto parlando.
Mai ho visto così tanti giovani accedere a corsi di formazione finanziati dalla regione (in Italia ed all’estero), mai ho visto un’intera città ed un’intera giunta regionale prendere posizione contro una delle più grandi realtà industriali del Mezzogiorno e d’Italia, portatrice prima di posti di lavoro e dopo di morte (a Taranto, grazie alle fabbriche presenti, ogni 4 giorni si ammala un bambino di tumore), mai ho visto la Puglia fare passi da gigante grazie all’energia pulita (ahimé non dalla mafia!).
In questi giorni il PD in Puglia ha cercato di screditare Vendola:
- prima inventando veti (come quello dell’IdV che non è mai esistito a livello nazionale, forse si a livello regionale a causa di manie di grandezza di uno dei suoi esponeti!)
- dopo cercando di candidare il “grande amico” di Vendola, “un fratello” come lui stesso si è definito nell’ultima campagna elettorale per le amministrative, un “pezzo grosso”, Michele Emiliano, Sindaco di Bari (riconfermato meno di un anno fa)
- ora riesumando il “perdente” per eccellenza, già sconfitto da Vendola nelle primarie del 2005, autore di articoli al napalm su Gazzetta del Mezzogiorno e vai quotidiani.
Ora mi chiedo: non riconfermare Vendola vuol dire AMMETTERE DI NON AVER FATTO NIENTE, O DI AVER FATTO MALE QUELLO CHE SI E’ FATTO?? Quando non si riconferma un presidente uscente, questo è l’unico motivo!!
Visto che secondo me così non è stato, ben vengano le Primarie, un modo pulito per far SCEGLIERE il candidato ALLA GENTE comune, che con questa legge elettorale può scegliere poco.
Le primarie sono il vero motore di quella democrazia di cui si vanta tanto il PD, e più in generale la Sinistra, troppo impegnata a risolvere faide interne che a contrastare l’avanzata della Destra Xenofoba (a livello nazionale) e della Destra mangiona (a livello regionale).

Antonio

Human Rights

Pubblicato da: bo..zzetto su: gennaio 9, 2010

Sulla “questione Rosarno” sono COMPLETAMENTE d’accordo con quello che ha detto il portavoce dei 40 cittadini somali che hanno occupato (giustamente) il Ferrhotel, a Bari. Intervistati dal Tg3 Puglia, hanno subito preso le distanze dalla violenza esercitata dai loro compaesani in Calabria. Il portavoce ha tenuto a sottolineare che “bruciare e ribaltare le auto è del tutto sbagliato” e che loro “non farebbero mai una cosa del genere”. Detto questo vi propongo l’articolo “Loro il pugno, noi il silenzio” pubblicato ieri su nonleggerlo.blogspot.com che condivido in pieno.

Rosarno, Reggio Calabria, Italia.
E’ la “Rivolta degli Immigrati“.
Rosarno, Reggio Calabria, Italia, Europa.
Non pensavo di poter leggere certe cose.

Angelo Panebianco, editoriale del Corriere di oggi. Secondo lui chi vuole l’integrazione (attenzione, quella “indiscriminata”) è dannoso quanto un Gentilini, insegnanti tolleranti al pari di Neonazi nostalgici dei bei tempi andati: “Esiste un folto assortimento di politici superficiali, di xenofobi, di educatori scolastici, di intellettuali liberal, di preti (troppo) accoglienti, di magistrati democratici, e di altri, intento a fabbricare guai”. E non parlategli poi di abolire il Reato di Clandestinità, quale altra dinamica ingolferebbe i già collassati Tribunali Italiani, senza peraltro generare alcun risultato concreto? Ah, forse a Panebianco piace leggere di questi sketch, ho capito.

Ministro Bobo Maroni, Lega Nord, dallo studio di Mattino 5 ci dice che tutto questo è stato causato dalla troppa “tolleranza”, ed è per questo che “abbiamo fatto qualcosa di molto importante, e cioè sostanzialmente porre fine all’immigrazione clandestina, agli sbarchi”. Forse è vero, la Lega si è snaturata: discriminazioni xeno-religiose o Sindaci che vorrebbero veder morti i bambini rom probabilmente non bastano più, è per questo che alcuni Padani simpatizzano per la Mafia, e per chiunque “faccia qualcosa in grado di ostacolare l’invasione”.

Hey, Libero ha rivoluzionato il sito web. E i contenuti? Sui fatti di Rosarno i Belpietro Boyz sostengono una tesi davvero unica: “Gli extracomunitari chiedono il diritto di non essere ammazzati per strada, ma forse non si rendono conto di essere nel cuore della Calabria, dove questo lusso non è concesso nemmeno agli italiani”. Già, capricciosi e pure un po’ rompicoglioni questi ceffi, ma che pretendono? Non gli basta essere schiavizzati dai Kapò locali, vivere nel degrado, nell’incertezza, nella miseria, ora che vorrebbero, il d-i-r-i-t-t-o a non essere ammazzati? Seeee.

La più lesta di tutti a sfruttare la situazione è stata però la Ministra dell’ “Istruzione” Maria Stella Gelmini, proprio lei che da quelle terre ha ottenuto tanto, professionalmente parlando. Dice che dall’anno prossimo ci sarà un tetto del 30% di stranieri per ogni classe. Per integrare, sia chiaro.

Concludo. 2008, Strage di Castel Volturno, il gruppo degli Scissionisti uccide 6 immigrati, 6 innocenti. Per la prima volta nella storia d’Italia la Comunità Africana si unisce e scende in strada contro la Mafia, perchè gli assassini vengano assicurati alla giustizia. Lo fa con forza e determinazione, è una sommossa. 29 Ottobre 2009, tutta Italia è immobile a guardare un Video, “Così la Camorra uccide a Napoli“. Il cadavere è lì a terra, non ha nulla di diverso rispetto agli altri, sono 30 anni che a Napoli esce troppo fumo da troppe pistole. La gente sa come comportarsi, si allontana diligentemente, nessun grido. Nessun grido nemmeno nei giorni successivi o in quelli precedenti, no sommosse, no rivolte, nessun “ora basta” per le migliaia e migliaia di cittadini italiani morti ammazzati in questi anni. Follia che regredisce a quotidiano, morte, dolore e sangue tollerabili ingredienti della nostra vita. Di me che guardo da lontano, di te che sei lì vicino. Gli immigrati di Rosarno sono schiavi, dormono per terra nelle campagne o in fabbriche abbandonate, rifugi-lager contemporanei, la loro paga quotidiana ci fa ridere, è questo che passa il Caporale. Ma quando è troppo è troppo, e sarà forse anche per quella sana ingenuità che muove chi in un posto non c’è nato, che questi hanno detto basta, come i neri di Castel Volturno, come ci raccontò Roberto Saviano. Si ribellano alla Mafia, alla Schiavitù, al Piombo in faccia, ad uno Stato incapace di promuovere Istruzione, Cultura, Legalità (figuriamoci), Diritti Civili, Integrazione, si ribellano a Condizioni di Vita non giustificabili in nessun luogo del mondo, figuriamoci in una grande Democrazia Occidentale. Loro non sopportano ciò che noi sopportiamo da decenni, forse noi abbiamo fallito, e forse loro sono la speranza. Forse abbiamo paura della loro Dignità, e di quel coraggio che non è facile darsi, dopo tanti anni di sguardi bassi. Loro hanno alzato il Pugno, hanno detto Basta, mentre noi leggiamo Panebianco.

I ragazzi dello zoo di Bettino

Pubblicato da: bo..zzetto su: gennaio 1, 2010

Articolo di Marco Travaglio (da Il Fatto Quotidiano del 31 Dicembre 2009) pubblicato su Voglioscendere.it

Eh pensare che ci sono ancora dei sindaci che vorrebbero intitolagli piazze (ma anche vie e parchi, fa lo stesso…), sindaci che hanno già intitolato vie e piazze (ben 7 secondo Google Maps, 3 in Puglia) e dei finti modenesi che si ostinano a scrivere “Chi era Craxi” tessendone le lodi, innalzandolo a martire, vittima della corruzione italiana! Ah, come stiamo messi male…

Fra le varie balle che circolano su Craxi, la più indecente è quella secondo cui nel 1992-’93 i socialisti erano trincerati nel bunker di Craxi, assediati da toghe rosse e giustizialisti assortiti.

La verità è che i primi a scaricare Craxi furono proprio i ragazzi dello zoo di Bettino: quel variopinto caravanserraglio di nani e ballerine, prosseneti e miliardari che si faceva chiamare Partito Socialista. Al primo scossone i topi fuggirono dalla nave, in linea con la tradizione italiota della fuga da Caporetto descritta da Malaparte ne La rivolta dei santi maledetti: “Fuggivano gli imboscati, i comandi, le clientele, fuggivano gli adoratori dell’eroismo altrui, i fabbricanti di belle parole, i decorati della zona temperata, i giornalisti, fuggivano i Napoleoni degli Stati maggiori…fuggivano tutti in una miserabile confusione, in un intrico di paura, di carri, di meschinerie, di fagotti, di egoismo e di suppellettili, tutti fuggivano imprecando ai vigliacchi e ai traditori che non volevano più combattere e farsi ammazzare per loro”.

Claudio Martelli, il delfino, prometteva “rinnovamento” per “restituire l’onore ai socialisti”, esaltava “la salutare azione dei giudici di Mani pulite”, strapazzava Craxi per aver rifiutato di “usare la scopa o la spada contro i corrotti”; “Bettino non lo riconosco più, mi ricorda Salò” (30-9-92); “Ha lasciato che il malcostume si diffondesse e ha risposto in modo improvvido alle inchieste sulla corruzione” (28-11-92).

Gianni De Michelis, che Biagi chiamava l’Avanzo di Balera, denunciò “la gestione lacunosa del Psi” e la “scarsa attenzione alla degenerazione dei partiti” (19-6-92). Rino Formica, che ora delira di complotti internazionali, non aveva dubbi: “Il Psi era pieno di craxini che, non riuscendo a realizzare il socialismo, cercavano almeno un po’ di benessere” (1-11-92), “Craxi si comporta da stalinista, usa metodi autoritari e dispotici” (11-11-92).

Ferocissimo Ottaviano Del Turco: “Non mi stupisco affatto del partito degli affari all’interno del Psi. Ho sempre denunciato quelli che brillano per la luce dei soldi, come Paperon de’ Paperoni” (15-5-92); “Craxi non ha messo a disposizione del partito alcunché. Dei conti esteri non mi disse nulla” (8-11-94).
Perfino Paris Dell’Unto, detto Er Roscio, sparava a zero: “Craxi non ne azzecca più una. Più che un caso politico, è un problema sanitario” (13-11-93); “Bettino non si rende conto che rischia di eliminare non il Psi, ma cent’anni di storia. La gente non ne può più di ville al mare, yacht, feste, notti al night e mignotte” (3-5-93).

E perfino il cognatissimo Paolo Pillitteri cannoneggiava: “Io la chiamerei Cupola per rendere l’idea di quel che è successo fra politici e imprenditori a Milano” (3-5-92).
Anatemi anche dal cappellano Gianni Baget Bozzo: “Craxi doveva andare a Milano e chiedere perdono. C’è una questione morale, prima che politica. Nel centenario del Psi bisognava chiedere scusa per le tangenti incassate. Persino il Pci ha dovuto dire: ho sbagliato” (11-9-92).
Francesco Forte, reduce dai pellegrinaggi in Somalia, tuonava: “Sono stufo di andare a comprare i giornali e sentirmi dire: ‘Ma questo non è ancora in galera?’. Mi vergogno di essere un politico, per giunta socialista” (9-7-92).

E Giuliano Amato: “Molti nel partito si sono arricchiti: bisognava buttarne via qualcuno” (26-11-92). Intanto Craxi fuggiva ad Hammamet e Berlusconi fingeva di non conoscerlo: “Io a Craxi non devo nulla” (21-2-94); “Ho sempre riconosciuto il ruolo dei magistrati nella lotta al sistema perverso della Prima Repubblica. Tv e giornali della Fininvest sono stati sempre in prima linea nel difendere i magistrati e in particolare Di Pietro” (6-12-94). La migliore resta quella di Bobo Craxi, che a 25 anni era già segretario del Psi milanese per discendenza diretta: “Non mi sono mai considerato craxiano” (10-9-92).
Ecco, per i craxiani vale quello che diceva Montanelli dei Savoia: “Sono come le patate: la parte migliore è sottoterra”.


L'uomo prega Dio, ma preferisce Giuda...

P. Benvegnù

Agenda

febbraio: 2010
L M M G V S D
« gen    
1234567
891011121314
15161718192021
22232425262728

Categorie

mi trovi su:



Antonio 'bozzetto' Bozza

Avviso!

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07.03.2001 L'Autore, inoltre, dichiara di non essere responsabile per i commenti inseriti nei post. Eventuali commenti dei lettori, lesivi dell'immagine o dell'onorabilità di persone terze non sono da attribuirsi all'Autore. Alcune delle foto presenti su questo blog sono state reperite in internet: chi ritenesse danneggiati i suoi diritti d'autore può contattarmi per chiederne la rimozione.

Disclaimer e diritti

Creative Commons License

"diari di bo..zzetto"
http://bozzantonio.wordpress.com


is licensed under a
Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License.

Blog Stats

  • 1,686 hits